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Cos’è la NOMOFOBIA? Sono dipendente dal cellulare?

Cos’è la NOMOFOBIA? Sono dipendente dal cellulare?

Intendiamo per Nomofobia l’ansia dall’essere disconnessi, non essere on line o rintracciabili. Il nome deriva dall’abbreviazione anglosassone NO-MOBILE-PHOBIA.

I sintomi che descrivono la condizione di Nomofobia sono sostanzialmente tre:

– Entrare in uno stato di ansia e agitazione nel momento in cui ci si accorge di non essere rintracciabili (o quando il cellulare si sta scaricando e non si ha la possibilità di ricaricare il dispositivo)

– Costante controllo delle informazioni che gli altri condividono

– Numero importante di ore trascorse con il cellulare e, soprattutto, la presenza massiccia del dispositivo anche in situazioni inappropriate (anche per verificare eventuali messaggi persi)

la Nomofobia non è ufficialmente riconosciuta come disturbo dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5). Questo tipo di paura si può far rientrare nella categoria relativa alla “fobia situazionale specifica”

COSA SUCCEDE ALLE PERSONE QUANDO AVVERTONO LA CARENZA DEL CELLULARE E IL BISOGNO DI CONNETTERSI?

Ce lo spiega una ricerca molto interessante di Greenfield e Davis condotta nel 2002 negli Stati Uniti; dal punto di vista delle neuroscienze, ciò che accade di fronte alla manifestazione della dipendenza da cellulare è la stessa cosa che accade in tutte le altre forme di dipendenza: una interferenza nella produzione di dopamina (ricordo che la dopamina è un neurotrasmettitore che regola il circuito celebrale della ricompensa). Dunque, ogni volta che ricorriamo al controllo del cellulare, si alza il livello di dopamina (che ci dà benessere) e ci incastra in un circolo di dipendenza alla ricerca di nuova dopamina di lì a poco. Questo è il circolo della dipendenza dal punto di vista delle neuroscienze.

COSA ACCADE A LIVELLO PSICOLOGICO?

Di fondo si può ragionare su alcune carenze affettive che vengono colmate con la ricerca di contatto on line; la trappola scatta quando in realtà la gratificazione di una notifica o di un messaggio è assolutamente passeggera, per cui si sente il bisogno di nuove gratificazioni, in un circolo di dipendenza

COSA SI PUO’ FARE?

Si può reimparare l’uso del cellulare, abituandosi pian piano ad un utilizzo più equilibrato; si possono sostituire gli stati di ansia, agitazione e controllo con pensieri più funzionali; si può scoprire il valore ed i vantaggi della “disconnessione”, sostituendoli al bisogno di “presenza” assidua in rete

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Immagine di Ivan Samkov

Di PIERINI SIMONA

Psicologa, Psicologa giuridica, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR
Studio privato a Roma e Reggio Emilia
Terapia on line (Skype, WhatsApp, GoogleMeet...)

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